Se si lamenta lui qualcosa di buono c’è, quindi: “meglio una gara sballata che nessuna gara!”

Leggo da Il Denaro di domenica 2 agosto un articolo (lamentela) a firma Pino Grimaldi sul bando del Comune di Napoli “Concorso di idee per la selezione di un’immagine coordinata della città di Napoli”.

In questo articolo, oltre le consuete citazioni tipo Aiap, Icograda, Icsid e, dulcis in fundo tale Hugo von Hofmannsthal “nel dilettantismo c’è il germe del pervertimento morale” (manca Pollock stranamente), si attacca crudamente l’ignoranza del banditore. Reo di non conoscere la moderna termonologia in uso nel mondo del design, e di demagogia per avere aperto il concorso a tutti-tutti.

Non una parola sul fatto che non è previsto NESSUN PAGAMENTO per il vincitore se non la visibilità all’interno di una esposizione curata dallo stesso Comune, e quella derivante dalla esposizione mediatica. Mentre la cosa più importante è proprio la mancanza del pagamento, che esclude di fatto la partecipazione di qualsiasi professionista serio, giovane o meno che sia.

Come fanno più chiaramente notare altri (associazioni di categoria come Aiap, Adci, Tp, Adi), il comparto della pubblicità/design italiano rappresenta il 2% del PIL italiano e migliaia di professionisti cone relative aziende e famiglie al seguito, quindi dire da bando che il loro lavoro equivale a zero significa dire che lavorare è inutile. Che il PIL italiano lo può far bene qualcun’altro (magari il cemento). Che essere un professionista non serve a niente.

Questa differenza tra la nota di Grimaldi e la lettera aperta sottoscritta dalle Associazioni sopra citate, sembra preludere più alla lamentela per un mancato affidamento diretto che ad una difesa della professionalità tout court degli operatori del settore.

QUINDI QUALCOSA DI BUONO C’E’

Grimaldi quindi sembra propendere per l’affidamento diretto più che per la difesa della professione. Questo forse perchè a Salerno, suo feudo “intellettuale/professionale”, gli vengono affidati sovente incarichi diretti. E nell’affidamento diretto, come in quello gratuito, si escludono automaticamente qualità e professionalità di un comparto che può esprimere molto di più della comunicazione che attualmente si vede in giro. Personalmente lavoro da anni con i migliori giovani talenti italiani, e so bene quanto questo lavoro debba essere riconosciuto, remunerato, e vedere vaolrizzato il talento giovanile. Basta farsi una passeggiata fuori dagli stretti confini italiani per scoprire quanto siamo distanti da un mondo dove goventù, talento, creatività, sono valori reali e pagati. Non per niente abbiamo in Italia il 50% di disoccupazione giovanile e molti aridi professionismi.
Del resto nell’unica gara (simile a questa del Comune di Napoli) per la quale sono stato consulente ho preteso che si rispettassero la disciplina dei bandi imposta da Aiap e Icograda, che si garantisse un pagamento/premio adeguato al vincitore, e che fosse aperto a studenti/neo diplomati in comunicazione e design.
Quindi, senza entrare nel merito della qualità del lavoro di uno dei tanti che come me con il design (o forse la pubblicità) ci campa, mi viene da dire:

MEGLIO UNA GARA SBALLATA CHE NESSUNA GARA.

Poi, per come la vedo io, De Magistris era meglio che faceva un altro mestiere. Ma forse anche li non era il massimo.

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