Aisla, un progetto finito bene.

This is a story.

Una bella storia è bella quando viene detta bene.
Poi però tocca raccontarla, è anche questo va fatto bene. Ad essere sinceri parlare di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) non è facile. Chi conosce questa malattia lo sa. Subdola, inattesa, poco comprensibile, perchè è difficile capire qualcosa che succede senza una spiegazione plausibile se non la malattia stessa. Il suo evolversi, diverso da caso a caso, non aiuta a comprendere come sia possibile assistere alla graduale ed inesorabile immobilità del proprio corpo restando totalmente lucidi e capaci di sentire ed esprimere sentimenti. Tutti i sentimenti. Il dolore e la fatica che accompagna sopratutto chi, come la famiglia, è esposta e vicina a queste persone, così come la forza e la voglia di vivere di chi ne è aggredito sono qualcosa di esmplare. Riuscire ad esprimere il loro mondo e coinvolgere altri ad aiutarli può essere fatto solo comprendendo questa realtà.
Per questo riuscire a parlarne era difficile.
In ogni caso abbiamo iniziato dal brief. Cioè sapere cosa era questa malattia, quali problemi causa ai malati e cosa può aiutarli, quali le necessità per loro, quali le necessità di Aisla, l'associazione che si occupa dei malati di SLA.
Abbiamo raccontato il brief centinaia di studenti stimolando la loro sensibilità e creatività.
Da questa ricerca è venuto fuori uno "storytelling" molto forte e innovativo. Bisognava "solo", a questo punto, raccontarla e raggiungere l'obiettivo di stimolare ad aiutare l'Aisla.
La palla è passata a questo punto alla parte più professionale del lavoro.
Ottimizzare le spese, un'associazione come Aisla deve pensare sopratutto ai malati.
Trovare il mdo per viralizzare e far conoscere il video.
Stimolare la donazione del 5x1000 sul web, sui giornali e televisioni. Adattare i contenuti ai vari media e via.
Un lavoro fantastico e finito bene. Cordinando una serie di professionisti e mettendo insieme un gruppo di lavoro che ha dimostrato grande efficacia.
10.000 view su youtube in 24 ore, 500.000 page view al primo lancio stampa.
E non ultimo la gioia e l'emozione dei malati che ho incontrato, e delle studentesse che hanno realizzato un loro sogno.

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